TripAdvisor e la pubblicità a pagamento per gli hotel

Ormai siamo giunti all’ora X! TripAdvisor ha reso fruibile il nuovo servizio di pubblicità dedicato agli albergatori.

Facciamo un attimino un passo indietro. Da sempre gli albergatori sono in contraddittorio con TripAdvisor, il più influente portale di recensioni online in ambito turistico, per via delle opinioni non sempre veritiere che vengono raccolte dal portale facente capo ad Expedia.

TripAdvisor, da parte sua, si è sempre difeso facendo notare che il fenomeno delle recensioni fasulle, scritte da altri albergatori per screditare le strutture concorrenti o per autolusingarsi, sono relativamente poche e non influiscono sul parere totale degli utenti.

Oggi TripAdvisor da la possibilità agli alberghi di poter fare pubblicità a tariffe competitive, se pensiamo al folto gruppo di viaggiatori che il portale veicola verso le più disparate destinazioni nel mondo.

Tariffe che vanno da € 400,00 annue per strutture fino a 10 camera a € 10.000 per strutture fino a 1.000 camere. In cambio TripAdvisor permetterà l’inserimento, all’interno della scheda della struttura, del numero di telefono, dell’indirizzo e-mail e del sito web dell’hotel.

Su internet ci si chiede se questa forma di pubblicità riscuoterà o meno interesse da parte degli albergatori e se “il gioco vale la candela“. Dal mio punto di vista la prima domanda da porsi è perché? Perché TripAdvisor permette agli albergatori di pubblicizzarsi e di portare traffico qualificato al proprio sito web, invece di smistare i turisti sul portale controllato Expedia e trane commissioni? Perché?

Ormai da tanto tempo, gli appassionati di Web Analytics hanno avuto modo di studiare il percorso degli utenti durante il processo di acquisto di una vacanza online:

1. Visita a portali contenenti recensioni di altri turisti (es. TripAdvisor, Trivago, Zoover, ecc…)
2. Ricerca nei portali specializzati della migliore offerta disponibile per l’hotel che ha attirato maggiormente la nostra attenzione (es. Expedia, Booking.com, Venere, ecc…)
3. Ricerca su Google del sito ufficiale dell’hotel in questione
4. Prenotazione diretta dal sito dell’hotel (qualora l’hotel sia provvisto di un booking engine e offra almeno le stesse condizioni economiche).

In parole povere, l’utente “utilizza” i portali di recensioni e si fa anche “veicolare” dai collegamenti ai portali di prenotazioni online, ma sempre più cerca il contatto diretto con l’hotel.

In quest’ottica sembra sicuramente più chiara l’iniziativa di TripAdvisor che punta a farsi pagare dagli albergatori per inserire un link che i turisti troverebbero ugualmente effettuando una ricerca su un qualsiasi motore di ricerca.

Sicuramente qualche utente si farà tentare dal “click facile” offerto dalla nuova sponsorizzazione di TripAdvisor, ma…ne vale la pena? La risposta, se proprio si vuole tentare, si troverà soltanto aderendo alla partnership e monitorando costantemente le visite giunte e, soprattutto, le conversioni per poter, con la maggior precisione possibile, calcolare il ritorno dell’investimento.

Marcello Coppola

Tecnico hardware e docente di informatica prima. IT manager e capo ricevimento in hotel poi. La vita è troppo breve per riuscire a sperimentare tutto ciò che vorrei. Per questo ho deciso di dare vita ad Atlantis Innovation Lab: un laboratorio grazie al quale aiutare le aziende ad accogliere l'innovazione. Credo che la formazione continua sia la prerogativa di ogni professionista.

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