L’Italia non è più nei desideri del turista europeo

Il dono che oggi ci ha fatto Google si chiama “Zeitgeist” ed interpreta il trend delle ricerche tramite big G durante il 2011.

Per una mia deformazione professionale, mi sono subito lanciato a spulciare le destinazioni turistiche più desiderate dai turisti delle due nazioni che, storicamente, affollano strade, piazze e…attività commerciali della nostra bella Italia: Regno Unito e Germania.

Ecco le destinazioni turistiche preferite da inglesi e tedeschi in ordine di ricerche effettuate.

Germania
1. New York
2. Las Vegas
3. Malediven
4. Mallorca
5. Hawaii
6. Thailand
7. Schottland
8. Koh Samui
9. Namibia
10. Gran Canaria

Regno Unito
1. Vegas
2. New York
3. Disneyland Paris
4. Jamaica
5. Orlando
6. Barbados
7. Hawaii
8. Caribbean
9. Florida
10. Cuba

Passata la fase della lettura possiamo lasciarci andare a quella della depressione? Pensiamoci prima su: Google è un motore di ricerca, non un motore di prenotazione alberghiera. Anche io a volte fantastico su vacanze in Islanda, Groenlandia…Tortuga, ma non ho mai prenotato una vacanza per questi luoghi.

Quello che voglio dire è che i dati di Google si riferiscono alle “fantasie” delle persone. Il dato che mi preoccupa è che l’Italia non è nei “sogni” dei turisti. Non riesce più a generare emozioni!

Il nostro Paese, da eccellenza nei campi della cultura e della gastronomia non riesce più a fare  breccia nei desideri della gente.

Forse, effettivamente, un piccolo problema c’è!

Marcello Coppola

Attualmente sono un "libero" professionista. Sono stato capo ricevimento presso il Grand Hotel Europa Palace di Sorrento, sales manager presso il Conca Park Hotel di Sorrento, consulente di marketing per attività ricettive e ristorative, presidente dell'Associazione Non solo teoria operante nel settore della formazione professionale in ambito turistico. Amo la tecnologia, il Marketing ed i Social Media con una forte connotazione verso il settore del Turismo. Devo molto ad eventi formativi quali "BTO - Buy Tourism Online" ed il "WHR - Web Hotel Revenue". Credo che la formazione continua sia la prerogativa di ogni professionista.

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