La Thomson danneggia le località turistiche

Thomson

Sento spesso molti operatori del settore turistico, lamentarsi sulle commissioni troppo care che i portali di booking online richiedono sulle prenotazioni intermediate. Parliamo di percentuali che oscillano tra il 15% ed il 25%. Quello di cui ormai non si parla più è di come i Tour Operator tradizionali hanno – e continuano a farlo – sviscerato, fino al midollo, le località turistiche nelle quali hanno deciso di fare business.

Avete presente l’edera? A me piace molto. E’ piacevole da guardare, ricopre di verde intere pareti magari anche non intonacate e lo fa anche in un tempo relativamente breve. Quello che poi in molti non pensano è che prima o poi quell’edera dev’essere tolta dal muro ed allora si scopre ciò che ha fatto realmente la pianta.

Quel muro magari un po’ consunto, ora presenta innumerevoli crepe create dalle radici e buchi anche abbastanza grossi. A questo punto o si intonaca tutto il muro e lo si dipinge per bene, spendendo una bella somma di danaro (cosa che si poteva fare prima di mettere a dimora l’edera) oppure si trova un’altra pianta “parassita” che continuerà a logorare il nostro povero muro.

Scusate per l’immagine metaforica, ma è proprio quello che fanno i Tour Operator, Thomson in testa.

Ma dico io, come fa un albergatore a decidere di sottoscrivere un contratto vuoto per pieno con un Tour Operator? Sapete cosa accade? Che quel contratto rimane in essere anche per tre o quattro anni, trascorsi i quali l’albergatore – e con esso tutto il personale dell’albergo – non è più abituato a procacciare da sè i clienti oppure a gestire l’ospite in casa dato che la Thomson, come altri, provvede a tutto! Escursioni e cene incluse.

Ora, dopo quattro anni il Tour Operator in questione decide di non rinnovare il contratto. Cosa accadrà a quell’albergo? E se l’esempio viene riportato ad una destinazione turistica, in quale situazione verrà a trovarsi?

I Tour Operator non fanno mai bene al territorio sui quali operano. Non portano mai “valore”, tuttalpiù possono portare un po’ di moneta nell’immediato. Ma pensiamo a quanta ne dovremo poi spendere per tornare in forma.

Quello che mi trovo ad affermare ormai da un paio d’anni è che prima di pensare alle percentuali date ai portali online, bisogna liberarsi dai contratti con i Tour Operator o, perlomeno, ridurli e renderli non influenti sulla salute generale delle strutture alberghiere. Dopotutto in ogni business vale sempre il concetto della diversificazione.

Ormai i Tour Operator sono diventati come i buoni fruttiferi: un tempo erano indispensabili per un’ottima diversificazione, oggi si sottoscrivono solo per garantire il capitale.

La vita di ogni essere umano ed anche di ogni Azienda è composta da rampe di scale. Ma è impensabile salire al terzo piano senza prima essere arrivati al primo!

Marcello Coppola

Attualmente sono un "libero" professionista. Sono stato capo ricevimento presso il Grand Hotel Europa Palace di Sorrento, sales manager presso il Conca Park Hotel di Sorrento, consulente di marketing per attività ricettive e ristorative, presidente dell'Associazione Non solo teoria operante nel settore della formazione professionale in ambito turistico. Amo la tecnologia, il Marketing ed i Social Media con una forte connotazione verso il settore del Turismo. Devo molto ad eventi formativi quali "BTO - Buy Tourism Online" ed il "WHR - Web Hotel Revenue". Credo che la formazione continua sia la prerogativa di ogni professionista.

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