Facebook ha definitivamente ucciso la ricerca organica

Facebook riduce la visibilità dei post organici: cosa possono fare i responsabili Marketing?

Dopo anni in cui Facebook ha spinto i brand ad essere presenti sulla propria piattaforma per entrare in contatto con i clienti e mantenere i rapporti con essi, in un post del 14 Novembre 2014, ha definitivamente messo la parola fine alla visibilità “gratuita” delle pagine fan.

Le persone entrano su Facebook per vedere cosa succede sul proprio “News Feed“. Il nostro obiettivo è quello di far trovare alle persone ciò che cercano. Le persone ci dicono che vogliono vedere più storie dei propri amici e delle pagine che gli piacciono e meno contenuti promozionali”.

Avendo intervistato i propri utenti Facebook ha stilato tre punti che individuano i tratti che fanno somigliare un post organico ad un post promozionale:

  1. post che incitano le persone a comprare o installare un app
  2. post che spingono le persone a partecipare a concorsi a premi senza un contesto reale
  3. post che riusano esattamente il contenuto degli annunci pubblicitari

In questo senso, in pratica, Facebook intende ridurre la diffusione in maniera gratuita di post “promozionali”. Sappiamo tutti, infatti, che Facebook ci permette di creare inserzioni che, guarda caso, rispecchiano i tre punti sopra elencati.

Esistono varie categorie di annunci di cui una ad hoc per le app che permette l’inserimento di un pulsante “installa” all’interno dell’annuncio.

L’annuncio è perentorio e sa tanto di avvertimento: “Da Gennaio 2015 le persone vedranno meno contenuti promozionali sul proprio News Feed“. A mio parere sarebbe stato più corretto scrivere “Da Gennaio 2015 le persone vedranno meno contenuti promozionali GRATUITI sul proprio News Feed“, ma tant’è ed a noi poveri responsabili Marketing non resta che prenderne atto e decidere. Già, perché una decisione è possibile.

Facebook limita i risultati organici e vuole farci pagare ogni sorta di visibilità. Decidiamo di investire ancora di più in Facebook Ads o cerchiamo un’alternativa?

Nate Elliott della Forrester Research, sul proprio blog suggerisce una “ricetta della nonna“. Una specie di ritorno al passato, prima dell’era dei Social Network. Nate, infatti, suggerisce di implementare sul proprio sito dei “Social Relationship Tools“, degli strumenti sociali in grado di creare engagement. Tra i più semplici e rodati strumenti vi è senz’altro il sempreverde “forum di discussione” dove i “brand enthusiast” possono scambiarsi consigli ed opinioni e dove poter portare alla loro conoscenza eventuali promozioni ed offerte speciali.

Una seconda strada consigliata da Nate Elliott è quella di puntare sul secondo strumento più rodato della rete: la newsletter. e puoi decidere di spendere un budget per l’acquisizione di un fan o di un indirizzo email, non pensarci due volte, scegli l’email. Sempre!

Le statistiche parlano chiaro: con un post su Facebook abbiamo la possibilità di raggiungere il 2% dei nostri fan; tramite l’invio di una newsletter abbiamo il 90% di possibilità di raggiungere il nostro target.

Si va sempre più verso una “Fuga da Facebook“? Nel 2012, esattamente due anni fa, usciva il libro di Marco Camisani Calzolari.

 

Marcello Coppola

Attualmente sono un "libero" professionista. Sono stato capo ricevimento presso il Grand Hotel Europa Palace di Sorrento, sales manager presso il Conca Park Hotel di Sorrento, consulente di marketing per attività ricettive e ristorative, presidente dell'Associazione Non solo teoria operante nel settore della formazione professionale in ambito turistico. Amo la tecnologia, il Marketing ed i Social Media con una forte connotazione verso il settore del Turismo. Devo molto ad eventi formativi quali "BTO - Buy Tourism Online" ed il "WHR - Web Hotel Revenue". Credo che la formazione continua sia la prerogativa di ogni professionista.

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