Robot umanoidi, lavoro e turismo: diamo uno sguardo al futuro.

TeslaBot: i robot umanoidi sostituiranno l’uomo?

E’ di qualche giorno fa la notizia della presentazione dell’ultimo progetto di Elon Musk e della Tesla. Robot in grado di compiere lavori ripetitivi in modo da rendere l’essere umano più libero di poter scegliere e…vivere.

La Rivoluzione Industriale ha profondamente mutato l’esistenza dell’essere umano che si è ritrovato a vivere una transizione dalla vita di bottega fatta di manualità, unicità, artigianalità ad una quotidianità dove venivano richiesti pezzi prodotti in serie, tutti uguali, standard.

Dovendo riassumere in una sola parola la Rivoluzione Industriale userei proprio la parola “standard”. Tutto deve essere uguale, prodotto in serie, senza lasciare spazio alla creatività. O meglio, la creatività è divenuta prerogativa del progettista, del designer, di colui (o coloro se è presente un team) che studia il prodotto e realizza il progetto. Alla maggior parte di noi comuni mortali, alla manovalanza, è demandato il compito di realizzare, pedissequamente, quanto creato da altri.

Questa mancanza di creatività, di responsabilità, di realizzazione sul luogo di lavoro ha, progressivamente, portato ad una diminuzione costante di professionalità. Per assurdo, l’istruzione è diventata qualcosa di superfluo, un bagaglio da acquisire e mettere da parte perché, tanto, “le lingue si imparano sul campo”, “le tariffe sono queste perché si è sempre fatto così”, “l’alta stagione è questa mentre la bassa è questa perché in questi mesi non viene nessuno”. Quindi, perché “perdere tempo” a studiare se le persone per le quali andremo a lavorare sanno già tutto e ci pagheranno lo stipendio a patto di fare quello che pensano loro?

Steve Jobs enunciò un concetto che mi sta particolarmente a cuore:

Non ha senso assumere persone intelligenti e poi dirgli cosa fare; assumiamo persone intelligenti in modo che possano dirci cosa fare.

Stiamo parlando di Steve Jobs, uno degli uomini più influenti del nostro tempo. Un esempio troppo alto da seguire, per carità, ma questo ci fa capire che, se oggi si parla di essere sostituiti nel lavoro da robot umanoidi, le cause vanno ricercate in un percorso iniziato molti anni fa.

Per quanto possa interessarti, ti dirò il mio punto di vista in proposito. Non ci vedo nulla di male. Da dipendente mi sono sempre sentito degradato a dover restare in ufficio le mie otto ore al giorno a rispondere ad e-mail nelle quali mi si chiedevano sempre le stesse cose. Oppure, ho sempre reputato abbastanza inutile il lavoro di chi si occupa di registrare gli ospiti e consegnare le chiavi della camera. Potrebbe benissimo essere un processo ottimizzato.

“Cosa significa questo? L’accoglienza senza il “sorriso” non è accoglienza! Ci vuole il rapporto umano!!”

Fermo, fermo. Fammi finire il concetto. Alcuni compiti possono essere tranquillamente svolti da un robot perché si tratta di compiti ripetitivi e, spesso, senza risvolti piacevoli per gli ospiti, ma, mai eliminerei la presenza umana da una reception.

Mi spiego meglio. Demandando tutte le funzioni ripetitive ad un robot, il “professionista” impiegato in reception potrebbe meglio dedicarsi alla cura del cliente senza doversi interrompere in continuazione oppure andare di fretta perché, intanto, si è fatta la fila al banco.

Si andrebbe verso una professionalizzazione più spinta ed un servizio di accoglienza superiore.

A questo punto la domanda è: “c’è bisogno di robot umanoidi per automatizzare i compiti ripetitivi, aumentare la professionalità ed innalzare, di conseguenza, il livello dell’accoglienza?”

La risposta è no. Oggi, ma da l’altroieri in verità, abbiamo gli strumenti per automatizzare i processi, ottimizzare le risorse, aumentare la soddisfazione del personale e, forse questa andava al primo posto, aumentare gli utili. Parlo di sistemi quali i booking engine, i channel manager, i chatbot, i software di revenue management, i software di analisi dei Big Data. Insomma, gli strumenti ci sono, ma in pochissimi li utilizzano.

Spero di aver lanciato qualche spunto interessante e soprattutto averti dato gli strumenti per continuare le tue ricerche sull’argomento utilizzando le parole chiave di cui sopra. Per qualunque cosa puoi scrivermi nei commenti, sui social o per email.

E ricorda: il futuro è il presente!

Marcello Coppola

Tecnico hardware e docente di informatica prima. IT manager e capo ricevimento in hotel poi. La vita è troppo breve per riuscire a sperimentare tutto ciò che vorrei. Per questo ho deciso di dare vita ad Atlantis Innovation Lab: un laboratorio grazie al quale aiutare le aziende ad accogliere l'innovazione. Credo che la formazione continua sia la prerogativa di ogni professionista.

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