Personale: da spesa ad investimento

Negli ultimi anni il settore del turismo sta vivendo una forte crisi. Non stiamo parlando della crisi economica che ha messo in serie difficoltà piccole, medie e grandi imprese di tutto il mondo. Stiamo parlando di una crisi peggiore e molto più preoccupante: il turismo oggi soffre di carenza di professionalità.

È un dato di fatto che, nella maggior parte dei casi, nelle strutture ricettive, al momento dell’assunzione non viene data pressoché nessuna importanza al curriculum dei candidati. Regna ancora sovrano il sistema anacronistico dell’avanzamento di carriera per anzianità e non per competenze. Per cui un direttore di albergo di oggi è il facchino di trenta anni fa, passato a portiere di notte, poi portiere, poi capo ricevimento e finalmente manager. Questo personaggio avrà sì le “spalle grosse” dell’esperienza, ma non avrà pressoché nessuna competenza in ambito manageriale ed economico-amministrativo.

Stesso problema si presenta per i figli d’arte. Chi ha la sorte di ricevere in eredità dal proprio genitore una struttura ricettiva – ma il discorso fila liscio anche per altre tipologie di azienda – se proprio non vuole impegnarsi a frequentare dei corsi di formazione – se non addirittura conseguire una laurea breve – ha il dovere morale di “appassionarsi” al proprio lavoro. Spesso è volentieri, invece, l’albergo, il bed and breakfast, l’affittacamere, sono delle pure e semplici fonti di reddito. La camera è sempre costata 200,00 euro a notte e non subirà mai nessuna variazione perché “si è sempre fatto così ed è sempre andata bene”.

Questo modo di agire crea un circolo vizioso grazie al quale siamo giunti, oggigiorno, ad una quasi totale assenza di professionalità nel settore turistico.

Sembra impensabile che, ancora oggi, talune strutture alberghiere non facciano un uso massiccio di tecnologie informatiche. Ancora oggi agenzie di viaggio e strutture ricettive prediligono il fax all’e-mail.

C’è da dire però, a questo punto, che c’è anche una ristretta schiera di albergatori che seguono, invece, con vivo interesse, le evoluzioni tecnologiche e cercano in tutti i modi di usarle al meglio. Anche in questo caso c’è chi decide di seguire in prima persona il comparto web. Ed anche qui, scusatemi se insisto, c’è un errore di fondo: ognuno deve fare il suo lavoro!

Per deformazione professionale mi sono spinto maggiormente sul fattore web, ma le lacune nel sistema turistico sono ancor più profonde se parliamo delle basi dell’attività imprenditoriale. Ci sono albergatori che vogliono adottare le pratiche del Revenue Management all’interno della propria struttura senza sapere cos’è il bilancio preventivo (o budget). Ci sono albergatori che vogliono operare sul Internet per la promozione della propria struttura senza rendersi conto che, come qualunque cosa, se fatta bene porta del bene, se fatta male porta del male. È inutile menzionare casi in cui proprietari di attività commerciali si sono armati di macchinetta fotografica digitale economica ed hanno avuto il coraggio di pubblicare le foto su Internet con risultati d’immagine disastrosi e recuperabili solo a frutto di sacrifici ben più grandi di quelli che si sarebbero affrontati affidandosi dall’inizio a professionisti.

Morale dell’articolo: è inutile risparmiare sul costo del personale con la scusa che “il personale è la maggiore voce di spesa all’interno del bilancio perciò bisogna ridurla”. Bisogna, al contrario, innalzare la professionalità del proprio personale in modo da rendere lo stipendio non una spesa bensì un investimento.

Marcello Coppola

Tecnico hardware e docente di informatica prima. IT manager e capo ricevimento in hotel poi. La vita è troppo breve per riuscire a sperimentare tutto ciò che vorrei. Per questo ho deciso di dare vita ad Atlantis Innovation Lab: un laboratorio grazie al quale aiutare le aziende ad accogliere l'innovazione. Credo che la formazione continua sia la prerogativa di ogni professionista.

2 pensieri riguardo “Personale: da spesa ad investimento

  • 6 Aprile 2010 in 15:26
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    Concordo con le tue considerazioni. Da tempo mi batto per l’H.I.S. una figura professionale dedicata alla gestione del progetto web di una struttura ricettiva.

    Purtroppo la musica è sempre la stessa: non ci sono risorse economiche, non possiamo permettercelo!

    Come giustamente sottolinei nella tua “morale” del post…quello non è un costo ma un investimento!!!

  • 7 Aprile 2010 in 10:27
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    Il punto è che bisognerebbe imparare dal vino!
    Più anni lo si tiene e ci si spende per proteggerlo e più ci si guadagna quando lo si vende!
    Ma logicamente stiamo parlando del “Vino” buono…non di quello “locale” 😉

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